fbevnts A scuola di felicità - Dario Ahmad Reda - Edizioni Messaggero Padova - Libro Edizioni Messaggero Padova
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A scuola di felicità
Autore
Argomento Attualità
Editore Edizioni Messaggero Padova
Tipologia
Libro: Brossura plastificata opaca con risvolti
Dimensioni 13,5 x 20,5
Pagine 96
Pubblicazione 09/2026
Numero edizione 1
ISBN 9788825060652
 

A scuola di felicità

Lezioni che ho imparato dai miei alunni

Da quando conosco l’etimologia della parola “insegnare” faccio sempre più fatica a definirmi “insegnante”. In-segnare è segnare nel profondo, nel cuore, l’altro. È lasciare una traccia indelebile e non solo parole superficiali, epidermiche. Non posso definirmi “insegnante” perché bisognerebbe chiedere ai miei alunni con quale profondità li ho segnati. Quello che posso riconoscere è il segno profondo che loro hanno lasciato in me. Loro si mi hanno in-segnato. Tra queste pagine troverai tracce dei segni profondissimi lasciati dai miei alunni (e dalla scuola) in me. Un viaggio non solo per studenti, ma anche per insegnanti, genitori, educatori. Un viaggio per chiunque desideri un in-segnamento nella propria vita, a una condizione però: tornare, per qualche tempo, studenti.
Autore
Argomento Attualità
Editore Edizioni Messaggero Padova
Tipologia
Libro: Brossura plastificata opaca con risvolti
Dimensioni 13,5 x 20,5
Pagine 96
Pubblicazione 09/2026
Numero edizione 1
ISBN 9788825060652
 
Dario AHMAD REDA è insegnante di scienze motorie presso l’Istituto Marconi di Padova e l’Einstein di Piove di Sacco. Nasce a Padova da mamma padovana e cattolica e papà libanese (di Tiro) e musulmano, due culture e due religioni. A vent’anni Dario si converte alla fede cristiana. Il tempo non trascorso a scuola con i suoi alunni, lo passa studiando, correndo in bici o a piedi; e per quanto queste attività possano sembrare banali passatempi, è convinto siano tra le forme più elevate di preghiera cui attingere.

Quarta di copertina

Da quando conosco l’etimologia della parola “insegnare” faccio sempre più fatica a definirmi “insegnante”. In-segnare è segnare nel profondo, nel cuore, l’altro. È lasciare una traccia indelebile e non solo parole superficiali, epidermiche. Non posso definirmi “insegnante” perché bisognerebbe chiedere ai miei alunni con quale profondità li ho segnati. Quello che posso riconoscere è il segno profondo che loro hanno lasciato in me. Loro si mi hanno in-segnato. Tra queste pagine troverai tracce dei segni profondissimi lasciati dai miei alunni (e dalla scuola) in me. Un viaggio non solo per studenti, ma anche per insegnanti, genitori, educatori. Un viaggio per chiunque desideri un in-segnamento nella propria vita, a una condizione però: tornare, per qualche tempo, studenti.

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