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Dire le diversità
Autore
Argomento Attualità
Collana Problemi & proposte, 49
Editore Edizioni Messaggero Padova
Tipologia
Libro: Brossura plastificata opaca
Dimensioni 12,0 x 21,0
Pagine 130
Pubblicazione 09/2020
Numero edizione 1
ISBN 9788825048575
 

Dire le diversità

Parole per un’inclusione senza se e senza ma

Fino a pochi anni fa la parola inclusione veniva utilizzata molto raramente, oggi lo è molto di più, ma questo non è necessariamente un buon segnale! La si utilizza spesso riferendosi anche a cose, a persone e ad atteggiamenti molto diversi… a volte persino per nascondere le vere intenzioni a proposito della distanza che vorremmo esistesse tra noi e gli altri. Questo può essere fortunatamente smascherato considerando anche altre belle e brutte parole che spesso si usano accanto a quella dell’inclusione e anche a queste, per un parlar chiaro e civile, dovremmo prestare attenzione. Cerchiamo di ricorrere alla parola giusta al posto e al momento giusto è questo l’invito che Salvatore Soresi indirizza a chi è effettivamente interessato all’inclusione perché parole come altri, diversi, sostegni, speciale e specializzato, accoglienza e ospitalità, possono persino trasformarsi in ostacoli e barriere nei confronti di un’inclusione senza se e senza ma.
Autore
Argomento Attualità
Collana Problemi & proposte, 49
Editore Edizioni Messaggero Padova
Tipologia
Libro: Brossura plastificata opaca
Dimensioni 12,0 x 21,0
Pagine 130
Pubblicazione 09/2020
Numero edizione 1
ISBN 9788825048575
 
Salvatore SORESI, già professore ordinario di psicologia delle disabilità dell’inclusione all’Università di Padova, dove ha fondato il Centro d’ateneo per la disabilità e l’inclusione e il Laboratorio Larios per l’orientamento. È membro del Life Design International Research Group, e dell’University Network for Innovation in Guidance (Unione Europea). Autore di oltre trecentocinquanta pubblicazioni. i suoi interessi di ricerca riguardano la psicologia delle disabilità e dell’inclusione, l’orientamento e il counseling. Ha ricevuto tre importanti riconoscimenti internazionali, dall’American Psychological Association nel 2008, dall’European Society for Vocational Designing and Career Counseling (ESVDC) nel 2013 e dalla Counseling Division dell’International Association of Applied Psychology nel 2014.

Quarta di copertina

Fino a pochi anni fa la parola inclusione veniva utilizzata molto raramente, oggi lo è molto di più, ma questo non è necessariamente un buon segnale! La si utilizza spesso riferendosi anche a cose, a persone e ad atteggiamenti molto diversi… a volte persino per nascondere le vere intenzioni a proposito della distanza che vorremmo esistesse tra noi e gli altri. Questo può essere fortunatamente smascherato considerando anche altre belle e brutte parole che spesso si usano accanto a quella dell’inclusione e anche a queste, per un parlar chiaro e civile, dovremmo prestare attenzione. Cerchiamo di ricorrere alla parola giusta al posto e al momento giusto è questo l’invito che Salvatore Soresi indirizza a chi è effettivamente interessato all’inclusione perché parole come altri, diversi, sostegni, speciale e specializzato, accoglienza e ospitalità, possono persino trasformarsi in ostacoli e barriere nei confronti di un’inclusione senza se e senza ma.

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