Cento passi leggeri - Enrico Moro - Edizioni Messaggero Padova - Libro Edizioni Messaggero Padova

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Cento passi leggeri
Autore
Prefazione
Argomento Attualità
Collana In cammino
Editore Edizioni Messaggero Padova
Tipologia Libro: Copertina con carta materica
Dimensioni 11,5 x 21,0
Pagine 146
Pubblicazione 01/2021
Numero edizione 1
ISBN 9788825050592
 

Cento passi leggeri

Poesie lungo il cammino di Santiago

Perché i passi del Cammino di Santiago non si sono mai fermati, proseguono ora, ogni giorno, dentro di me… Un magnete potente mi suggeriva, guidava i pensieri, incessanti, fluenti. Uno a uno, andavo imbarazzato da tanta benedizione. Dovevo fermarmi, scrivere subito, prima che le emozioni, accavallandosi, facessero capriole coi pensieri. Camminavo e scrivevo. Raggiungevo i valichi e scrivevo. Incontravo pellegrini, mi specchiavo con loro, e scrivevo. Andavo, e scavavo, ogni giorno cercavo di scavare più profondo, e ne uscivano ossa, tesori, gemme, radici. Che raccoglievo nel taccuino. Ho cercato di tenerlo un po’ in ordine. Eccolo. Perché non c’è fiore più bello di quello che si porta nel cuore, ma si lascia così com’è, sperando che altri possano annusarlo a ogni nuovo domani.
Autore
Prefazione
Argomento Attualità
Collana In cammino
Editore Edizioni Messaggero Padova
Tipologia Libro: Copertina con carta materica
Dimensioni 11,5 x 21,0
Pagine 146
Pubblicazione 01/2021
Numero edizione 1
ISBN 9788825050592
 

Video Presentazione

Enrico MORO è nato nel 1957 a Rovigo, dove vive e lavora come ingegnere libero professionista. Ma al sabato scappa dai numeri, dalle scadenze, per seguire il ritmo lento dei passi. E allora i respiri del bosco sostituiscono le lancette dell’orologio, i cinguettii la suoneria del cellulare.

Quarta di copertina

Perché i passi del Cammino di Santiago non si sono mai fermati, proseguono ora, ogni giorno, dentro di me… Un magnete potente mi suggeriva, guidava i pensieri, incessanti, fluenti. Uno a uno, andavo imbarazzato da tanta benedizione. Dovevo fermarmi, scrivere subito, prima che le emozioni, accavallandosi, facessero capriole coi pensieri. Camminavo e scrivevo. Raggiungevo i valichi e scrivevo. Incontravo pellegrini, mi specchiavo con loro, e scrivevo. Andavo, e scavavo, ogni giorno cercavo di scavare più profondo, e ne uscivano ossa, tesori, gemme, radici. Che raccoglievo nel taccuino. Ho cercato di tenerlo un po’ in ordine. Eccolo. Perché non c’è fiore più bello di quello che si porta nel cuore, ma si lascia così com’è, sperando che altri possano annusarlo a ogni nuovo domani.

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Cento passi leggeri
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